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Il saluto della Scuola a "mommo" Cotroneo

pubblicato 12 ott 2018, 06:07 da enrico morbelli


Se n’è andato “Mommo” Cotroneo, un gran signore, un caro amico che fu - con Gembillo e Giordano – perno delle sette Scuole di Liberalismo che organizzammo a Messina. Lo ricordiamo grazie alla penna di Giuseppe Molino, suo ex allievo:

 

Girolamo Cotroneo (Campo Calabro 1934-Messina 2018) è stato uno dei maggiori pensatori liberali italiani del secondo Novecento. Seguace della grande scuola crociana di cui fecero parte prima di lui De Ruggiero e Franchini, riuscì ad aggiornare ed ampliare le prospettive originarie con l’apporto teoretico tratto da filosofi come Popper e Arendt. Il mio incontro con lui avvenne all'università di Messina nei primi anni ’80, quando giovane studente cominciai il mio percorso intellettuale iscrivendomi alla facoltà di filosofia . Mi colpirono subito durante le prime lezioni dedicate alla Fenomenologia di Hegel la chiarezza espositiva e la lucidità dell’analisi, che permetteva a noi studenti di superare le impervie pagine dell’opera del filosofo di Stoccarda. Queste doti così importanti in un filosofo unite a una amabilità dei modi e a una disponibilità ad aprirsi al rapporto diretto con gli studenti mi convinse a seguirne tutte le successive lezioni. Negli anni che trascorsi seguendo i suoi corsi imparai a leggere e interpretare pagine di Kant, Kierkegaard, , Sartre, Cassirer, Perelman ed ebbi modo di ricevere molteplici stimoli ma soprattutto il convincimento mai più crollato che solo sulla libertà si possano fondare le comunità sociali e politiche moderne. Quando poi vinsi la cattedra di storia e filosofia al liceo e dovetti trasferirmi lontano, il Prof Cotroneo continuò a seguire i miei studi, sempre prodigo di consigli e ricco di affabilità umana. Fu sempre grazie a lui che dopo qualche anno dalla laurea riuscii a pubblicare la mia tesi di laurea su Splengler. Poi, come spesso accadde nella vita, il mio percorso personale mi portò ad allontanarmi da lui anche se sempre mantenni nel mio animo un vivo ricordo e un sincero affetto . Al contrario di me,che decisi di emigrare, Cotroneo, che pure ne ebbe l’occasione, non volle mai lasciare Messina, che considerava la sua città adottiva, e la facoltà di Lettere e Filosofia di Messina, dove si era formato, seguendo per un periodo il marxismo di Della Volpe ma volgendosi poi definitivamente verso lo storicismo di Franchini, e dove mantenne la cattedra di Storia della filosofia fino alla fine della sua carriera. Questo alla fine secondo me gli nocque, impedendogli di ottenere ancor più ampi riconoscimenti culturali. La sua scomparsa segna una grave perdita culturale per la città di Messina e anche per il Sud d’Italia, in un momento storico in cui proprio la riscoperta dei valori umani insiti nel liberalismo dei Cotroneo e dei Croce potrebbe essere decisivo per una autentica svolta morale.

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